SPF: chi può spedire a nome del tuo dominio
L'SPF elenca i server che possono spedire a nome del tuo dominio. Come si legge il record, dove sta il limite delle dieci interrogazioni e come si corregge presso i provider italiani.
L'SPF è la lista degli invitati del tuo dominio: una riga nel DNS che dice quali server possono spedire messaggi con il tuo indirizzo nel mittente. Il server che riceve guarda da quale indirizzo IP è arrivato il messaggio e controlla se è in lista. Se non c'è, il messaggio non viene per forza buttato, ma parte in svantaggio: finisce più spesso nello spam e, insieme al DMARC, può essere respinto.
Scriverlo una volta è facile, tenerlo aggiornato no. Cambi il servizio newsletter, apri un negozio, aggiungi un gestionale che manda le fatture: ognuno va messo in lista. E siccome i servizi dismessi non li toglie mai nessuno, la lista cresce finché non sbatte contro un limite tecnico.
Com'è fatto il record
L'SPF è un record TXT pubblicato sul nome del dominio stesso. Un esempio realistico per un'azienda con le caselle su Aruba, la newsletter su Brevo e un server proprio per il gestionale:
esempio.it. TXT "v=spf1 include:_spf.aruba.it include:spf.brevo.com ip4:185.13.254.187 ~all"
| Elemento | Che cosa fa |
|---|---|
v=spf1 | Dichiara che questo record TXT è un SPF. Sta all'inizio, sempre uguale. |
include:_spf.aruba.it | Rimanda alla lista di Aruba. Ogni include: costa almeno un'interrogazione DNS. |
include:spf.brevo.com | Lo stesso per il servizio di newsletter. |
ip4:185.13.254.187 | Un singolo indirizzo autorizzato. Non costa interrogazioni. |
~all | Il meccanismo finale: tutto il resto è «sospetto ma non rifiutato». |
Il finale può essere -all (rifiuta), ~all (sospetto), ?all (nessuna affermazione) o +all (chiunque). In pratica servono solo i primi due: ~all durante e subito dopo l'introduzione, -all quando sei sicuro che tutti i canali di invio sono elencati.
Di record SPF ne esiste uno solo per dominio. Se ne pubblichi due, chi riceve non ne sceglie uno: scarta l'SPF del tutto.
Il limite delle dieci interrogazioni
Qui l'SPF si rompe più spesso, e qui il guasto è meno visibile.
Valutando un record, il server ricevente può fare al massimo dieci interrogazioni DNS. Contano include:, a, mx, ptr, exists e redirect; non contano ip4: e ip6:. Contano anche quelle annidate: se includi un dominio che a sua volta contiene tre include:, hai speso quattro interrogazioni, non una. Superata la decima il risultato è permerror e il record viene trattato come se non ci fosse.
Quanto costano davvero alcuni blocchi diffusi in Italia — valori letti dal DNS il 16 settembre 2026, che cambiano quando i provider modificano i propri record:
| Blocco | Interrogazioni |
|---|---|
include:_spf.google.com | 1 |
include:spf.protection.outlook.com | 1 |
include:_spf.aruba.it | 2 (contiene include:forpsi.com) |
include:_spf.perfora.net + include:_spf-eu.ionos.com | 2 |
include:spf.register.it | 5 (rimanda a spf.webapps.net, che ha due include e un a) |
include:netsons.com | 5 (un a e tre include: annidati) |
include:serverplan.com | 5 (un a, un mx e due include:) |
include:servers.mcsv.net (Mailchimp) | 1 |
include:spf.brevo.com | 1 |
include:spf.mailjet.com | 1 |
include:sendgrid.net | 2 (contiene include:ab.sendgrid.net) |
Il conto si fa in fretta: caselle su Register.it (5), newsletter su SendGrid (2), un mx per il gestionale (1) e Mailchimp per il negozio (1) fanno nove. Un servizio in più e sei fuori.
Per rientrare, in ordine di efficacia: togli i servizi che non usi più — spesso basta questo; sposta la posta di massa su un sottodominio dedicato, che ha dieci interrogazioni tutte sue; sostituisci un include: con gli ip4: documentati dal servizio, sapendo che quella lista invecchia; elimina a, mx e soprattutto ptr se non servono.
Come si imposta
Il record va dove è gestita la zona DNS, che non è sempre dove sta la casella: se il dominio è registrato presso Aruba ma i nameserver puntano a Cloudflare, si scrive su Cloudflare. Negli altri pannelli cambiano i nomi delle voci, non la sostanza.
| Provider | Blocco da inserire |
|---|---|
| Aruba | include:_spf.aruba.it |
| Register.it | include:spf.register.it |
| Netsons | include:netsons.com |
| Serverplan | include:serverplan.com |
| IONOS | include:_spf.perfora.net include:_spf-eu.ionos.com |
| Microsoft 365 | include:spf.protection.outlook.com |
| Google Workspace | include:_spf.google.com |
| Mailchimp | include:servers.mcsv.net |
| Brevo | include:spf.brevo.com |
| Mailjet | include:spf.mailjet.com |
| SendGrid | include:sendgrid.net |
| MailUp | Prendi il blocco dalla documentazione MailUp: non pubblica un valore unico verificabile dall'esterno. |
_spf.ionos.com e _spf.strato.de compaiono in molte guide in rete, ma nel DNS sotto quei nomi non c'è nulla. Un include: che non porta da nessuna parte non è innocuo: da due in su rende errato l'intero record. Per IONOS i nomi giusti sono _spf.perfora.net e _spf-eu.ionos.com.
Su Aruba, il provider più diffuso in Italia:
- Accedi all'area clienti e apri Gestione DNS e Domini.
- Scegli il dominio e apri la gestione dei record DNS.
- Cerca un record
TXTche cominci conv=spf1. Se c'è, modificalo — non aggiungerne un secondo. - Se non c'è, crea un record
TXTcon nome vuoto (o@) e valorev=spf1 include:_spf.aruba.it ~all. - Nello stesso valore aggiungi i blocchi degli altri servizi, separati da uno spazio, prima di
~all. - Salva, aspetta da qualche minuto a qualche ora secondo il TTL, poi ripeti questa verifica.
I rilievi nel dettaglio
Nessun record SPF
Nel DNS non c'è alcun record TXT che cominci con v=spf1. Non esiste quindi un elenco di server autorizzati, e chi riceve non ha modo di distinguerti da chi ti imita. Conta due volte: la tua posta legittima viene filtrata più spesso e le falsificazioni passano senza ostacoli.
Che cosa fare. Fai l'inventario di tutto ciò che spedisce a nome del dominio — posta, newsletter, negozio, moduli del sito, gestionale, ticket — prendi i blocchi dalla tabella qui sopra e pubblica un unico record TXT chiuso con ~all.
Più record SPF
Ci sono due o più record TXT che cominciano con v=spf1. Lo standard ne ammette uno. Con due, chi riceve non sceglie il più recente né il più permissivo: dichiara errore e ignora l'SPF. Succede quando due persone aggiungono un servizio senza guardare che cosa c'era già.
Che cosa fare. Unisci i meccanismi in un record solo, togli i doppioni, tieni un solo v=spf1 e un solo meccanismo finale, poi cancella gli altri record. Subito dopo ricontrolla il conto delle interrogazioni: unendo due record si supera spesso la soglia.
SPF supera il limite di interrogazioni
La valutazione richiede più di dieci interrogazioni DNS, annidate comprese. Il risultato è permerror: il record esiste, è scritto bene e non ha alcun effetto. È il guasto più subdolo dell'SPF, perché guardando il record non si vede.
Che cosa fare. Nel referto trovi il conto voce per voce. Comincia togliendo i servizi dismessi; se non basta, sposta la posta di massa su un sottodominio con SPF proprio. Evita di appiattire a mano gli indirizzi dei grandi provider: cambiano senza avviso.
L'SPF termina con +all
Il record finisce con +all: qualunque server al mondo è autorizzato a spedire a nome di questo dominio. Il record c'è ma non protegge da nulla — dà anzi un via libera esplicito a chi falsifica.
Che cosa fare. Sostituisci +all con ~all, o con -all se tutti i canali di invio sono elencati. Capita che +all sia stato messo di fretta per sbloccare un servizio: in quel caso cerca il servizio vero e aggiungilo per nome.
L'SPF termina con ?all
?all significa «nessuna affermazione» sui server non elencati. I destinatari trattano il risultato come se il record non ci fosse: è un SPF di fatto disattivato.
Che cosa fare. Passa a ~all. Verifica poi, nei rapporti DMARC, che non ci sia un canale di invio dimenticato, e vai a -all.
SPF senza meccanismo finale
Il record non contiene nessun meccanismo all. Resta quindi aperto come debbano comportarsi i destinatari con i server non elencati: alcuni lo trattano come neutro, altri applicano regole proprie. Il comportamento non è prevedibile.
Che cosa fare. Aggiungi ~all in fondo, dopo tutti gli altri meccanismi. L'ordine conta: ciò che viene dopo il meccanismo all non viene mai valutato.
L'SPF usa ptr
Nel record c'è il meccanismo ptr, superato da oltre dieci anni: obbliga chi riceve a una risoluzione inversa lenta e facile da manipolare. Molti server non lo valutano, altri lo trattano come errore, e in ogni caso consuma una delle dieci interrogazioni.
Che cosa fare. Togli ptr e dichiara quei server in modo esplicito, con ip4: e ip6: se gli indirizzi sono fissi, oppure con a o mx.
L'SPF rimanda nel vuoto
Uno o più domini inclusi non restituiscono alcun SPF. Di solito è un servizio dismesso che non pubblica più nulla, o un nome scritto male — _spf.ionos.com è il caso tipico. Un include: vuoto è tollerato; da due in su l'intero record viene considerato errato.
Che cosa fare. Il referto dice quali include: non portano da nessuna parte: cancellali. Se il servizio ti serve ancora, prendi il nome corretto dalla sua documentazione, non da una guida di terzi.
Record SPF molto lungo
Il record supera i 255 caratteri e va quindi spezzato in più stringhe dentro lo stesso record TXT. È previsto, ma alcuni pannelli DNS spezzano male o aggiungono virgolette e spazi: il record finisce per leggersi diverso da come l'hai scritto.
Che cosa fare. Accorcia: togli i servizi non più in uso e valuta se una lunga fila di ip4: non stia meglio dietro a un sottodominio di invio. Dopo la modifica rileggi il record dall'esterno, non solo nella maschera del pannello.
L'SPF rimanda in circolo
Un dominio incluso rimanda, direttamente o dopo qualche passaggio, a un dominio già visitato. La valutazione si interrompe e il record è considerato errato. Succede quasi sempre quando due domini della stessa azienda si includono a vicenda per «tenerli allineati».
Che cosa fare. Decidi quale record è la fonte e fai in modo che l'altro non torni indietro. Se due domini devono avere lo stesso contenuto, scrivilo due volte, oppure usa redirect= in un solo verso.
Il dominio incluso ha più record SPF
Non è il tuo record a essere sbagliato, ma quello di un dominio che includi: ne pubblica due o più. Anche lì ne è ammesso uno solo, quindi quel ramo va in errore e trascina con sé il risultato.
Che cosa fare. Segnalalo a chi gestisce quel dominio: quasi sempre è un servizio che usi e che corregge in pochi minuti. Nel frattempo, se la posta ne risente, puoi sostituire quell'include: con gli indirizzi documentati dal servizio.
Elemento sconosciuto nel record SPF
Nel record c'è una parola che non fa parte dello standard. Cause tipiche: un frammento di un altro record TXT finito lì, un include scritto senza i due punti, un carattere invisibile incollato dal pannello di un altro provider.
Che cosa fare. Il referto indica l'elemento. Riscrivi il record a mano, in una riga sola, con un solo spazio tra i meccanismi, senza incollarlo da un documento formattato. Poi rileggilo dall'esterno.
Domande frequenti
Devo usare -all o ~all?
~all durante l'introduzione e per qualche settimana dopo: se hai dimenticato un canale, i messaggi passano lo stesso, con un piccolo svantaggio. -all quando i rapporti DMARC ti mostrano che non spedisce più nessuno da fuori lista. Per un dominio che non spedisce affatto, v=spf1 -all va bene fin da subito.
L'SPF vale anche per i sottodomini?
No, non si eredita: ogni sottodominio che spedisce ha bisogno del proprio record. È anche il motivo per cui spostare le newsletter su un sottodominio funziona bene — quel record ha le sue dieci interrogazioni da spendere.
Perché la mia posta finisce nello spam anche con l'SPF a posto?
Perché l'SPF è uno dei tre segnali. Senza firma DKIM manca il secondo, e dopo un inoltro l'SPF non regge più; senza DMARC manca l'istruzione. Contano poi la reputazione dell'IP che spedisce, il contenuto e — per la posta di massa — il comportamento dei destinatari.
Il mio provider ha cambiato indirizzi. Devo fare qualcosa?
Se nel record hai un include:, no: il provider aggiorna la sua lista e tu non tocchi niente. È il motivo per cui include: è preferibile agli ip4: scritti a mano, anche se costa un'interrogazione. Se invece li hai appiattiti per rientrare nel limite, quella lista va rivista a mano.
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